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Il gatto che parlò all’uomo (storia breve)

Un giorno due esseri viventi ebbero una diverbio ad un certo punto uno disse all’altro,”sei proprio un’animale”, passava di li un gatto che sentito quell’epiteto, non poté che fermarsi e farsi quattro risate tra sé.

Colui che aveva proferito quel bizzarro appellativo, sentendo lo sghignazzamento del felino, si girò di scatto e con fare minaccioso si avvicinò alla bestiola, che dal canto suo non si mosse neanche di un millimetro. Adirato dall’atteggiamento strafottente del felino, l’uomo cominciò ad urlare e imprecare e quando accecato dall’ira cercò di colpire il gatto con un calcio, il felino con uno scatto lo scansò e dopo di che disse all’uomo:- e tu saresti l’essere superiore, colui che pensa e agisce, colui che è stato creato per dominare il mondo. Ha! come son felice che il Signore non mi abbia dato il dono della parola, se ciò che uscisse dalla mia bocca fosse cattiveria e menzogna. Come sono contento che Iddio non mi abbia dato la facoltà del pensiero se ciò che facessi fosse un danno per i miei simili.

Io sono un angelo e assieme ai miei simili abbiamo il compito di vegliare su di te e tutti i tuoi fratelli. Noi siamo con voi dall’inizio dei tempi, ma voi ciechi e sordi, avidi e gelosi, cattivi e avari d’amore ci avete sempre ignorato, schiavizzato e ucciso. Solo quando non vi saranno più angeli sulla terra, vi accorgerete del male che avete fatto soprattutto a voi stessi, noi, il nostro paradiso già l’abbiamo, ma per voi che vivete nell’inferno delle vostre paure, è appena iniziato.

L’uomo non capì, perché nella sua ignoranza non credeva che gli “animali”potessero parlare e nella sua arroganza non vedendo al di là del suo naso perse anche quell’occasione e se ne andò imprecando.